Vademecum Mercati

MERCATO Primo e Terzo sabato del mese
Piazza Cavour Vercelli – NaturalVercelli

Orari di #Paneurbano
dalle 8.30 alle 13.00 con possibilità di pre prenotare il pane e ritirarlo il giorno del mercato

La Confesercenti Vercellese, organizza ogni primo sabato del mese un mercatino di prodotti biologici e articoli collegati al mondo del vivere e mangiare sano. 

Orientarsi a mangiar sano e a chilometro zero, curarsi in modo naturale, occuparsi del proprio benessere non è mai stato così importante come oggi e gli alimenti biologici rispondono perfettamente alle legittime esigenze di chiarezza e garanzia necessarie ad un acquisto consapevole.


MERCATO  Seconda domenica del mese
MERCATO DELLA TERRA – MONCALIERI – Centro storico

Orari di #Paneurbano
dalle 8.30 alle 14.00 con possibilità di pre prenotare il pane e ritirarlo il giorno del mercato

I mercati della Terra fanno parte di uno dei progetti piu’ importanti e a valenza internazionale dell’Associazione Slow Food, fondata da Carlo Petrini e ramificata in tutto il mondo.

Sono un luogo di scambio che salvaguarda la biodiversità, sostiene l’economia locale, crea consapevolezza in chi acquista direttamente dal produttore e punta a una migliore educazione alimentare dei consumatori.


MERCATO Quinta domenica del mese

San Damiano d’Asti Mercatino dell’antiquariato

In occasione del mercato dell’antiquariato che si svolge nel centro storico di San Damiano d’Asti viene organizzato un piccolo mercato produttori presenti

Orari di #Paneurbano
dalle 9.00 alle 14.00 con possibilità di pre prenotare il pane e ritirarlo il giorno del mercato.


Raccolto 2025

ARRIVA IL NUOVO RACCOLTO STAGIONE 2025

Simo a fine giugno, fra qualche giorno si festeggia San Pietro e Paolo e dopo quella data cioè il 29 giugno secondo tradizione ogni giorno è buono per tagliare il grano.

Non so quando lo faremo noi; posso solo dirvi che a parte essere in gran forma, alto e biondo, il buon Roberto (il seminante) non ha alcuna previsione. Mi ha solo pregato di approvvigionare i sacchi per lo stoccaggio per la fine del mese e organizzato il trasporto in quel di Cuneo per lo stoccaggio in cella. Sì perchè da quest’anno la condizione per me fondamentale per la gestione del grano era quella di trovare una soluzione pratica e salubre per la sua gestione fino a quando dopo i giorni di “morti” si potrà iniziare a macinarlo. Allora, una delle difficoltà maggiori oltre a trovare spazi idonei per alloggiare una sostanza in grani è la relativa preservazione; ogni cosa che in natura vive e vegeta ha un ciclo continuo che non si arresta mai; così fa il pane, che nei giorni si trasforma a volta anche attirando muffe, così fa la farina di raccolto in raccolto, di macinazione in macinazione, di impasto in impasto, così fa il lievito madre di equilibrio in equilibrio e così’ il grano che rimane apparentemente fermo dentro ad un sacco che però, al calduccio estivo, attira a sé un sacco di affamati insetti che rischiano di essere più che una spiacevole scocciatura. La fortuna di avere una “rete” da questo punto di vista è stata fondamentale perchè la rete non ti permette solo di avere persone intorno ma anche persone con le quali parlare e che hanno dalla loro mestiere ed esperienza e quaindi grazie al mio mugnaio sono riuscita a prendere contatto con una piccola azienda che può tenere stoccato il mio grano al fresco nel periodo in cui ce n’è più bisogno e senza tecnologie che non siano una bella cella frigo. D’altra parte tutto qui sembra sempre puntare nella direzione della “zere technology style” e chissà se è un caso.

Ad ogni modo, grazie a questa soluzione, il grano starà lotano dai suoi fan più calorosi, sarà disponibile al mugnaio ogni volta che io avrò bisogno mano a mano di macinare e poi arriverà in laboratorio pronto anche qeust’anno per far pane scoprendo il suo carattere e le sue caratteristiche. Affascinante, complesso o semplicemente quello che deve essere il frutto della terra lasciato libero di interagire con gli elementi e con le sinergie che ne possono venire, bombe d’acqua o grani sventolate comprese rispetto alle quali ho sempre avuto zero ansia perchè sinceramente sono una di quelle cose di cui non mi posso occupare semplicemente perchè nessuno di mia conoscenza può comandare il tempo che come si dice dalle mie parti assieme al cul e ai siori (che sarebbero i ricchi) fa quello che vuole e punto. Insomma se ancora non fosse gia sufficimennte chiaro che per gli amanti del controllo fare pane al naturale è una vera chimera, sappiate che pure coltivare grani vecchi ha lo stesso potere quindi no perditempo né amanti del controllo in questo campo (in ogni senso)

ore vuar gente

E’ quel periodo dell’anno

Recap e buoni propositi

E’ dicembre e dicembre si sa che fa quell’effetto li: riflessioni e/o buoni propositi per l’anno che verrà. Il rischio è un po quello ma va bene così. Per me è uno spunto per ripensare a questo anno che si chiude con qualche bella riflessione mentre un altro (quello della Natura) è gia ripartito verso nuove avventure.

Novembre è stato mese di nuova semina del grano che come da buone pratiche agricole legate alla rotazione sarà in un’altra location rispetto allo scorso anno e il ciclo così puo ripartire. L’ultimo raccolto è stato difficile e insidioso fino al momento di trebbiare. Il meteo è stato l’ago della bilancia che ha decretato (come giusto che sia) che tipo di raccoolto avremo fatto non solo in termini di numeri (che sono imprevedibili fino alla fine) ma anche in termini di che tipo di farina e quindi di pane avremo fatto (e su questo invece le previsioni potevano essere già in anticipo). Le troppe piogge cadute nei momenti meno opportuni hanno dato un raccolto magro in termini di quantità, ma sopratutto un grano con un alto tasso di umidità che significa ancora meno forza ed elasticità per grani che già sono “deboli” e delicati per loro natura intrinseca. In soldoni vuol dire che poi in laboratorio quella farina, seppur macinata per bene, sarà comunque difficile da lavorare, Per bene che vada ci saranno impasti molto deboli che daranno forma al classico pane debole: che si adagia dolcemente in forno e rimane bello basso e piatto. Insomma tanti bei ciabattoni che avranno anche una conservabilità differente nei giorni, tenderanno a seccare prima del solito. Rispetto a tutto questo non c’è molto da fare se non cercare di “togliere” un po’ di umidità residua al grano stendendolo al sole e ricordando l’esperienza per il prossimo raccolto lasciando asciugare qualche giorno in più la granella in caso di necessità. Tutto questo per dire che dietro l’artigianaltià quella meno tradizinale cioè meno raccontata dalle guide, dai social, meno sulla bocca di tutti c’è un mondo che riguarda solo quel tipo di artigianalità: aspetti del tutto che normalmente non hanno a che fare col lavoro nei forni che per fortuna non devono trovarsi tra i piedi varianti ingestibili e spesso fuori dal loro controllo ma io che ho deciso di coltivare e di far macinare da un bravo mugnaio e di portarmi a casa la farina fatta in questo modo avevo voglia di raccontare un po’ di “dietro le quinte” di questa avventura urbana.

E come è stata questa annata urbana 2024? ta da da da…un anno direi ricco di pane e non perchè ci siano state impennate nei numeri, riconoscimenti, plateali record o altro ma di sicuro ci sono stati tanti di voi là fuori che hanno scelto di prendere proprio questo pane, di parlarne, di interrogarsi, di fare lo sforzo di ordinarlo, andarlo a recuperare da qualche parte, avere un po di cura nel conservarlo e via discorrendo.

E’ stato un anno ricco di mercato, quello non occasionale ma quello che crea un filo che uisce me e il pane con voi che passate a trovarmi in piazza che è davvero il suo luogo ideale di vita sociale. E’ lì che il mio pane ha un senso per me: non in un ecommerce, dentro ad uno scatolone del corriere, affettato in una busta di plastica o infiocchettato agli aperitivi milanesi. Insomma gli piacciono altre dimensioni, quelle dove non si tratta solo di pane e salame ma anche di vita e di tutto quello che ne fa parte nella quotidianità.

E’ stato anche un anno dove stare nella quiete del laboratorio (spesso invasa dagli operai che ristrutturavano la cascina) mi ha fatto ancora di più capire quanto quello spazio fisico sia uno spazio “sacro” e non solo perchè non possono accedervi i Non addetti ai lavori ma semplicemente perchè quello è uno spazio dove si sta molto con se stessi. Io sto a fare pane all’alba dove l’unica compagni sono la luce e i rumori della Natura (dalle gocce d’acqua quando piove, al canto degli uccelli, alle foglie che scricchiolano, a qualche cinghiale che si sposta e nel non essere una ragazza che ha bisogno della quiete delle colline per vivere bene (infatti metà del mio tempo lo trascorro in città), mi rendo conto che quello spazio è sacro perchè li oltre al pane ci sono solo io: due nature differenti ma entrambe vive e prolifiche.

E i buoni propositi: eh gente non voglio ora svelare progetti e ambizioni che sono nelle mie corde da un po’ ma che sono ancora gli albori: vi posso solo dire che non cambieremo ne location ne formula, ne giorni di produzione o tipologie di pane; vi dico solo che sto iniziando a studiare perchè voglio provare a creare anche altro e che mi servirà tempo e dedizione per farlo quindi se vi va continuate a tenere gli occhi sui prossimi articoli e sulle peripiezie di questa vostra fornaia prestata dal destino ad un mestiere antico e di tradizione

Mercati aspettando il Natale

Francesca con Il suo #Paneurbano sarà presente a Vercelli nel mese di dicembre:

Sabato 7 dicembre 2024

Sabato 21 dicembre 2024

Continua la nostra presenza in Piazza Cavour grazie a Confesercenti Vercelli che organizza i mercati di prodotti biologici e articoli collegati al mondo del vivere e mangiare sano.

Viva l’acquisto consapevole!

La Terra Trema 2024

La terra trema (Milano) – Spazio Leoncavallo

Dal 29.11 al 1.12.24

Saremo presenti col nostro pane come lo scorso anno assime agli amici vignaioli di Cascina Gasparda per farvi assaggiare non solo del buon pane ma anhce dell’ottimo vino e per sostenere una manifestazione alla quale teniamo tanto.

#PANEURBANO sarà presente venerdì e sabato dalle ore 15.00 alle ore 22.00.

La terra trema 2024

MIETITURA 2024 parte 1


Siamo a metà luglio e siamo pronti per la mietitura. Come sempre è una questione di trebbia perché il grano è maturo e la stagione calda, talmente calda che mentre da noi è piovuto quando non doveva, in Sud Italia l’arsura è stata tale che i raccolti sono scarsi ma di buona qualità.
Non so se potremo dire lo stesso del grano di quest’anno; avremo certamente le idee chiare anzi chiarissime quando arriveranno i risultati dal laboratorio di analisi che ci parleranno della salubrità (speriamo) del grano di quest’anno.
In questo anno horribilis per tutta l’agricoltura, i problemi maggiori per chi ha seminato grano è che purtroppo la pioggia è arrivata nei momenti meno opportuni: è arrivata quando il grano fioriva e questo ha tolto la possibilità alla pianta di essere impollinata e quindi di portare a casa il frutto. E’ piovuto a volte in maniera violenta quando il grano era ormai alto e slanciato ma senza la forza necessaria per piegarsi con flessibilità per poi rialzarsi allegro. E’ piovuto anche in modo intermittente a stagione avanzata come se fossimo ai tropici creando un terreno fertile per la crescita di funghi e muffe e sicuramente terreno impervio per le trebbie che non possono certo permettersi di entrare in un terreno che per sue caratteristiche, in Monferrato, quando prende acqua non si asciuga mai più!
Ma facciamo un passo indietro.
Quest’anno l’idea è stata quella di seminare in più campi; questo appunto per stare al sicuro il più possibile e portare a casa il risultato principale che è quello di preservare il seme avendone a sufficienza per l’anno successivo così da sperare in un nuovo raccolto. Nessuno può prevenire i moti della Natura, nessuno può comandare alle stagioni e a quello che porteranno, nemmeno se ci dedicassimo ad un’agricoltura convenzionale che forse può agire in campo ma nulla può con le logiche del mercato e di chi le gestisce. Seminando in campi differenti possiamo sperare che se va male nel campo 1 andrà meglio nel campo 2 consapevoli che i maggiori rischi e investimenti sono a carico di chi la terra la coltiva che va tutelato tanto quanto i semi che mette nel campo.
Insomma è un progetto che potrebbe apparire ambizioso. Per noi è semplicemente quello che va fatto in questi tempi così difficili e impervi.
Per ora posso dirvi che abbiamo raccolto i due campi piccoli che hanno dato due esiti piuttosto diversi: in uno il raccolto è più abbondante (anche se più scarso dello scorso anno) e con un grano in forma; laltro invece ha dato meno quatità e una qualità del chicco meno in forma.
Dopo aver portato il primo campione a far analizzare, in questi ultimi giorni di luglio stiamo aspettando che la trebbia possa entrare in campo e finalmente portare il raccolto a casa per poter iniziare le operazioni di pulizia e selezione.
E’ sempre una gran bella avventura, con montagne russe incluse e da cardiopalma ma che altro potremo fare? Non vediamo altre strade praticabili e la simenza per il prossimo anno ci sara. Ora dobbiamo solo aspettare di vedere cosa riusciremo a raccogliere per trasformare in farina e far pane.
La parte 2 di questo racconto arriverà a breve Non perdetevela.

AcidoLab un nuovo progetto

Eccoci al dunque!

Acido ha preso forma nelle teste di #Seta sala da Te e #Paneurbano un po’ di tempo fa e adesso, dopo mesi di esperimenti, idee e riflessioni, é finalmente arrivato alla bottiglia (rigorosamente da 750) e siamo quindi felici di potervene parlare ma soprattutto di farvele assaggiare domenica 19 maggio dalle 17 alle 21 presso Seta Via Tarino 7d Torino.

Insomma si inaugura questa nuova avventura sempre nel nostro stile: pochi fronzoli ma tanta kombucha, sorrisi e allegria!

Vi aspettiamo tutti ma proprio tutti.

Segnate la data e diffondete il verbo Acido.

Maggio 2024 in campo

Popolazione 2024


La stagione meteorologicamente pare propizia: il sole si alterna alla pioggia senza eccessi e la terra ringrazia
E’ sempre un’emozione ripensare a un piccolo chicco che messo in terra diventa una giovane pianta che crescerà e farà la sua strada come potrà in questo pezzo di terra e di mondo per poi trasformarsi infine in pane.
Grazie agli amici contadini che stanno condividendo con noi questa avventura che si rinnova ogni anno abbiamo il privilegio di poter continuare a coltivare i nostri grani e a nuotare contro corrente.